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Menteinsalute ospita il Forum
Convegno "Salute Mentale e Società della Paura"

"A seguito del convegno tenutosi il 22 maggio presso l'Istituto Mario Negri si è sviluppato un dibattito sui temi trattati e sui punti di vista espressi in quesll'occasione dai numerosi partecipanti. Gli stessi partecipanti e organizzatori dell'evento hanno espresso il desiderio di proseguire tale dibattito sulle pagine di questo Forum.
Apriamo quindi una sezione dedicata introducendola con i materiali relativi all'evento che ci sono stati inviati e che comprendono delle note riassuntive e la sinossi di tre interventi."

 

5 Commenti »

  1. 1

    Gianfranco Pittini dice:

    Il convegno ha avuto un taglio abbastanza descrittivo, diciamo sociologico. Si è partiti dalla constatazione che il nostro mondo è carico di paure di ogni genere, e che tutti ne siamo contagiati: insicurezze profonde, incertezza sull'avvenire, paura degli altri, dubbi su noi stessi. C'è poi chi "cavalca la tigre" ed usa queste paure, o magari cerca di indirizzarle su certi obiettivi, di accentuarle. Così oggi aumenta la paura verso gli sconosciuti, gli stranieri, i diversi. Noi però siamo operatori psichiatrici, e dobbiamo porci anche delle domande specifiche. A volte noi abbiamo paura dei malati di cui ci occupiamo; questo ci disturba nel nostro lavoro, ma anche nella nostra vita. Spesso però dimentichiamo che anche loro hanno molta paura: paura degli altri, del mondo, ed anche paura di noi che cerchiamo di curarli. Sarebbe utile ascoltare meglio queste loro paure, che sicuramente non vengono espresse durante i convegni.

  2. 2

    Varrani Enrico dice:

    Mi è sembrato un convegno importante, di presentazione. Certo che al tema della paura bisognerebbe cominciare a dare un taglio meno descrittivo a questo punto e più "clinico terapeutico" per esempio cominciando ad occuparsi degli antidoti o delle terapie della paura: quanto più si è soli quanto più si ha paura. Forse questo potrebbe essere un futuro punto di interesse

  3. 3

    giorgio legnani dice:

    Ho conosciuto un uomo immigrato clandestino che per arrivare in Italia aveva attraversato per 2 volte il deserto.La prima volta era stato scoperto e rimandato indietro.Poi è arrivato su una carretta etc... Insomma un uomo coraggioso.Da noi era terrorizzato dall'uscire dalla Casa per paura dei vigili !!!!!!Non basta il coraggio ( per loro ) per vincere la paura e neppure la sicurezza (per noi)per superare la nostra. Ciò che forse può aiutare tutti e due è solo la speranza.

  4. 4

    Franciosi dice:

    L'allarme collettivo centrato su una paura senza autentico oggetto di pericolo produce un senso di insicurezza pervasiva, una violenza del pensiero che infetta le menti, attiva e rianima fantasmi sociali e produce meccanismi di difesa eccessivi che poi danno luogo a norme spesso improprie. La paura fantasmatica e quella concreta si intrecciano e si confondono nel soggetto che curiamo, ma anche nel collettivo sociale; aggressività e paura si rincorrono in un circolo vizioso difficile da interrompere. Ci chiediamo quindi come poter contribuire a costruire una cultura garante nel contenere, proteggere e modulare la paura. Mi piacerebbe che questo fosse lo spirito che animerà il nostro dibattito.

  5. 5

    Varrani Enrico dice:

    La mia speranza è che si riesca a proporre oltre una generica "speranza" una risposta più laica e scientifica assieme. Una risposta più in linea, in fondo, con la nostra professione che non consiste solo nello stare accanto a chi ha paura ma nello stare assieme a chi ne ha, senza farsi sopraffare come invece succede a chi ne è invaso. Questo tema mi piacerebbe fosse più indagato da noi.

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